PROGETTO E.D.VI.GE.

EDUCARE alle DIFFERENZE per prevenire la VIOLENZA di GENERE

OBIETTIVO GENERALE

Il progetto E.D.VI.GE , “Educare alle Differenze per prevenire la VIolenza di GEnere”, si propone di approfondire in ambito scolastico le conoscenze di ragazzi, docenti ed educatori su questa tematica, per favorire attraverso modalità interattive, esperienziali e di confronto una loro maggiore consapevolezza al riguardo e poter mettere in atto un costruttivo processo di cambiamento ed una efficace azione di prevenzione primaria.

Affrontare il problema della Violenza di Genere a scuola, infatti, è fondamentale per prevenire e arginare la violenza nelle relazioni affettive quotidiane, familiari ed extra-familiari, che i giovanissimi vivono e per promuovere il loro attuale e futuro benessere fisico, psichico e sociale.

OBIETTIVI SPECIFICI
  1. Informare ragazze e ragazzi, docenti ed educatori, sulle origini e sulla fenomenologia della violenza sulle donne, intesa come problema “strutturale”, in quanto violenza basata sul genere, che va affrontato a partire da una corretta informazione e definizione, imprescindibili in qualsiasi processo di apprendimento.                                                              
  2. Sensibilizzare alla valorizzazione delle differenze come risorsa, attraverso la riflessione sulla percezione stereotipata della donna e del suo ruolo sociale, sulle varie modalità di comunicazione e relazione con gli altri e sull’importanza di una cultura del rispetto reciproco.     
  3. Prevenire l’insorgenza di conseguenze avverse o addirittura fatali per la salute, attraverso l’acquisizione consapevole degli strumenti per riconoscere e respingere comportamenti a rischio premonitori di violenza di genere.
METODOLOGIA

Il Progetto si svolgerà secondo un calendario concordato con i Docenti delle classi coinvolte e sarà  rivolto a studenti che frequentano la scuola secondaria di secondo grado ai quali preliminarmente sarà somministrato un pre-test e che saranno poi coinvolti in un libero scambio di opinioni su aspetti importanti della loro vita attraverso modalità interattive e di confronto. I tre incontri programmati, ognuno della durata di almeno 2 ore, saranno gestiti da Esperti, tra i quali Medici dell’Associazione VìOLA Dauna, un Responsabile dell’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili della Polizia di Stato, una Psicologa ed una Mediatrice dei conflitti. 

Al termine dei tre incontri sarà somministrato agli alunni il post-test ed il questionario di valutazione e sarà loro consegnato un attestato di partecipazione.                                                                              

Il Progetto potrà arricchirsi, successivamente, di laboratori organizzati e tenuti dai Docenti Referenti della Scuola e in base alle specificità della stessa, ad es. con la realizzazione di rappresentazioni teatrali, elaborati artistici, prodotti multimediali, che saranno poi presentati in occasione di eventi di sensibilizzazione contro la violenza di genere insieme ad altre Scuole aderenti al Progetto EDVIGE. 

Il Progetto E.D.VI.GE., che non comporterà alcun onere economico per la Scuola, si svolgerà con il contributo della Fondazione Monti Uniti di Foggia e con il gratuito patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri delle Provincia di Foggia, della FIMP-Puglia (Federazione Italiana Medici Pediatri), del Garante dei Diritti del Minore della Regione Puglia e della Cattedra di Pediatria Generale e Specialistica dell’Università di Foggia.

PROGETTO VìOLA DAUNA

OBIETTIVO GENERALE

L’idea del Progetto VìOLA DAUNA scaturisce da una semplice considerazione, ovvero che ogni donna abusata, ogni abusante ed ogni bambino che assiste alla violenza hanno un medico curante di riferimento, ma quest’ultimo difficilmente sa riconoscere i sintomi della violenza. 

Il Progetto VìOLA DAUNA è un progetto di PREVENZIONE della violenza domestica nel setting delle CURE PRIMARIE 

Caratteristica di questo Progetto è l’agire in termini di PREVENZIONE sul Territorio attraverso i MEDICI DELLE CURE PRIMARIE (Medici di Medicina Generale, Pediatri di libera scelta, Medici di Continuità Assistenziale, Medici del Servizio di Emergenza-Urgenza Territoriale 118), aspetto, questo, del tutto nuovo poiché le attuali linee guida e protocolli parlano di operatori sanitari solo in ambito ospedaliero e di pronto soccorso. Quello che proponiamo col Progetto VìOLA DAUNA è un metodo capace di SOSPETTARE LA VIOLENZA attraverso la valutazione di tutta una serie di indicatori che fungono da campanelli d’allarme (ricavati da letteratura scientifica) e di intervenire quando la violenza è per lo più ancora psicologica e poco fisica, prima che si slatentizzi e si manifesti con tutta la sua brutalità; così facendo si agisce a monte, PRIMA DI UNA LESIONE GRAVE E ACUTA da pronto soccorso, con una reale azione di PREVENZIONE dello stato di salute E NON SOLO RILEVAZIONE DEGLI ESITI.

Con un’adeguata formazione si può arrivare ad agire su quella parte dell’iceberg nascosta, quella massa enorme di donne e bambini che vivono l’incubo della violenza nel silenzio e soprattutto nell’invisibilità altrui: ecco la mission delle nostre sentinelle formate!

OBIETTIVI SPECIFICI
  • analisi dei bisogni formativi dei medici del territorio nell’approccio e nella gestione del/della paziente che subisce violenza mediante la somministrazione di un idoneo questionario valutativo;
  • sensibilizzazione e formazione dei medici del territorio al riconoscimento della violenza domestica con successiva illustrazione della piattaforma informatica per la raccolta dati previa partecipazione a corsi di formazione dedicati;
  • progettazione di una Linea Guida che possa orientare il medico verso percorsi di uscita per il/la propria assistita vittima di violenza;
  • sensibilizzazione al fenomeno della violenza domestica di tutti i pazienti che entrano in contatto con un medico del territorio mediante idonei strumenti informativi e la somministrazione loro di questionari conoscitivi sul tema, sia per il sesso maschile che femminile;
  • ricerca attraverso una piattaforma informatica accessibile tramite sito web (www.violadauna.it) i cui dati inseriti possono andare a confluire ed arricchire le statistiche di osservatori regionali e nazionali.
METODOLOGIA

Il progetto si articola in 3 fasi:

  1. raccolta dei bisogni formativi;
  2. formazione dei medici del territorio e dei soggetti non sanitari;
  3. sensibilizzazione dei contatti delle sentinelle formate.

RACCOLTA DEI BISOGNI FORMATIVI

Nella fase precedente l’inizio del corso di formazione si somministra a tutti i vari discenti partecipanti un questionario anonimo atto a rilevare i loro bisogni formativi in merito alla conoscenza della rete territoriale e della loro capacità di condurre un colloquio efficace con la vittima, oltre alla condivisione di eventuali casi di violenza sospetti o confermati incontrati.  Dai bisogni formativi rilevati si elabora successivamente un corso di formazione a misura dei partecipanti.

FORMAZIONE DEI MEDICI DEL TERRITORIO

La formazione è rivolta ai medici del territorio (Medici di Medicina Generale, Pediatri di libera scelta, Medici della Continuità Assistenziale, S.U.E.M. 118) ed avviene tramite la partecipazione ad un corso formativo residenziale della durata generalmente di 2 giorni (variabile, le cui ore possono essere suddivise diversamente) e con frequenza obbligatoria per tutta la sua durata.

Durante il corso il discente acquisisce:

  • come riconoscere la violenza subita mediante la conoscenza degli indicatori di violenza acuta e cronica;
  • come condurre un colloquio efficace ed accogliente con la vittima di violenza;
  • modalità di compilazione della piattaforma informatica di raccolta dati;
  • conoscenza degli aspetti medico-legali legati al fenomeno della violenza.
  • conoscenza delle strutture della rete territoriale per la realizzazione di percorsi di uscita della vittima dalla spirale della violenza.

Durante il corso vengono forniti ai partecipanti due strumenti operativi:

1) un opuscolo, in continua fase di aggiornamento, nel quale si descrive:

  • i principali segni d’allarme e fattori di rischio della violenza domestica;
  • il ruolo del medico del territorio;
  • consigli generali su come condurre un colloquio efficace con la vittima di violenza;
  • le linee guida comportamentali da tenere da parte del medico del territorio in caso di riscontro di evento violento;
  • l’elenco dei C.A.V. (Centri Anti Violenza) e consultori della provincia;

2) accesso alla piattaforma informatica (area riservata del sito www.violadauna.it) per la raccolta dati dei soggetti vittime di violenza noti o sospetti (donne, uomini, bambini).

La piattaforma informatica risulta validata dall’Istituto di Epidemiologia e Statistica dell’ASL di Foggia e consente al ricercatore di inserire non solo i casi di violenza confermati dalla vittima, ma anche e soprattutto quelli sospetti per attenzionarli nel tempo. Il metodo da noi individuato risulta valido ed attendibile sia perché alcuni semplici sospetti di violenza nel tempo sono divenuti conferme e sia perché l’utilizzo della piattaforma ha portato alla sensibilizzazione diretta dello stesso ricercatore. 

Per dare modo ai ricercatori di appuntarsi i vari casi di violenza riscontrati pur in assenza di collegamento alla rete internet, è stata realizzata anche una versione cartacea della piattaforma informatica.

FORMAZIONE DEI SOGGETTI NON SANITARI

La formazione è rivolta ai soggetti non sanitari che sono a contatto con le famiglie a rischio (es. insegnanti, educatori, forze dell’ordine, operatori dei centri d’ascolto…) affinché possano intercettare casi di violenza domestica e maltrattamento sui minori ed indirizzare la vittima a centri territoriali competenti. La formazione avviene tramite la partecipazione ad un corso formativo residenziale generalmente della durata di 2 giorni (variabile, le cui ore possono essere suddivise diversamente) e con frequenza obbligatoria per tutta la sua durata.

Durante il corso il discente acquisisce:

  • come riconoscere la violenza subita mediante la conoscenza degli indicatori di violenza acuta e cronica;
  • come condurre un colloquio efficace ed accogliente con la vittima di violenza;
  • modalità di compilazione della piattaforma informatica di raccolta dati;
  • conoscenza degli aspetti medico-legali legati al fenomeno della violenza.
  • conoscenza delle strutture della rete territoriale per la realizzazione di percorsi di uscita della vittima dalla spirale della violenza.

Durante il corso vengono forniti ai partecipanti due strumenti operativi:

1) un opuscolo, in continua fase di aggiornamento, nel quale si descrive l’elenco dei C.A.V. (Centri Anti Violenza) e consultori della provincia;

2) accesso alla piattaforma informatica (area riservata del sito www.violadauna.it) per la raccolta dati dei soggetti vittime di violenza noti o sospetti (donne, uomini, bambini).

SENSIBILIZZAZIONE DEI CONTATTI DELLE SENTINELLE FORMATE 

La sensibilizzazione dei contatti delle sentinelle formate (sanitarie e non) avviene mediante diverse modalità:

  • affissione del manifesto SIMG “agenda settimanale” nella sala di attesa dei vari ambulatori o nel luogo di lavoro delle sentinelle non sanitarie formate, con la consegna durante il corso di formazione;
  • apposizione del fiocco viola sul camice o sulla divisa lavorativa della sentinella formata;
  • somministrazione periodica di questionari conoscitivi alla donna frequentante l’ambulatorio per valutare la prevalenza del fenomeno sul territorio, il tipo di violenza perpetrata, l’autore dell’atto violento, l’eventuale utilizzo di psicofarmaci, la presenza di minori a carico con la loro eventuale partecipazione all’evento violento (violenza assistita), la valutazione del rapporto medico-paziente;
  • somministrazione periodica di questionari conoscitivi all’uomo frequentante l’ambulatorio per valutare la percezione dell’esistenza del fenomeno “violenza sulla donna”, per categorizzare i comportamenti violenti noti, per individuare sia la presenza di comportamenti che possono indurre violenza sulla donna che l’eventuale approccio da mettere in essere sul maltrattante.